"Nel 1911, nel contesto dell’Esposizione Universale di Roma dedicata al cinquantenario dell’unificazione nazionale, Lamberto Loria – celebre viaggiatore ed etnologo – viene incaricato di allestire una grande Mostra di Etnografia italiana. Aiutato da decine di ricercatori locali, in soli due anni Loria raduna quella che è (e resterà) la più vasta collezione presente in Italia di oggetti sorta per documentare la vita popolare italiana: si tratta del nucleo originario dell’attuale Museo Nazionale di Arti e Tradizioni Popolari di Roma".
(Tratto dalla presentazione on line del libro: "L'itala gente dalle molte vite. Lamberto Loria e la Mostra di etnografia italiana del 1911" di Sandra Puccini, Meltemi Editore, Roma 2005).
Il Museo conserva un esemplare del costume femminile di Barrea.
La gonna, in pesante panno di lana verde ed arricciata al punto vita da una fitta serie di pieghe si allaccia anteriormente ed è ornata da una banda di satin celeste pieghettata. L'orlo è costituito da un nastro di panno color fucsia che nell'orlo interno serve da bordatura.
Il grembiule, in panno di lana nero, è arricciato e bordato in vita da una fettuccia di seta celeste che prosegue in due nastri laterali per l'allacciatura.
La camicia, in tela di canapa bianca, è ampia e lunga ed ornata da un piccolo collo rotondo bordato di pizzo; le maniche sono ornate anch'esse ai polsi dal medesimo pizzo.
Il casacchino, in panno di lana blu scuro, presenta scollo anteriore rotondo profilato da bande di cotone verde; sulle spalle è ornato da nastri di seta scozzese di colore celeste annodati a fiocchi, mentre l'allacciatura è realizzata mediante ganci metallici. All'altezza della vita, posteriormente, sono fissati due cuscinetti cilindrici utilizzati come sostegno della gonna; la fodera è in tela rigata bianca e blu. Il casacchino è completato dalle maniche staccate, del medesimo panno ma foderate di tela scozzese marrone; chiuse da bottoni, sono ornate sul polso da una larga fascia di velluto nero e si raccordano al casacchino per mezzo nastri di seta scozzese celesti.
Il grembiule è in panno di lana nero. Il punto vita è bordato da una fettuccia di seta celeste, che prosegue in due nastri laterali per l’allacciatura. Dal punto di vita parte un’arricciatura, che va calando verso il basso.
Il fazzoletto da spalle, in cotone color rosso bordeaux operato a fiorami della stessa tinta, ha forma quadrata ed è orlato da un nastro di seta color rosso corallo.
Il copricapo a tovaglia, di forma quadrata, è in tessuto di tela di colore bianco e veniva ripiegato ed indossato teso sul capo.
Le calze, con cucitura posteriore, sono in filo di cotone bianco, realizzate interamente a punto diritto, tranne il bordo superiore, che è lavorato a punto cannolet.
Infine, le scarpe, in cuoio nero, sono scollate e munite di punta quadrata e tacco molto basso; tra la punta e la scollatura è applicata per ornamento una piccola fibbia rettangolare intorno alla quale sono disposte sei linguette di cuoio nero in modo che l’insieme evochi vagamente la forma di un fiore.
Tratto da: Accardo V. (a cura di), "Costumi diversi di alcune popolazioni de' Reali domini di quà del Faro", Sulmona 1994