Tradizioni - Feste patronali

Il volo dell’angelo

Tratto da “Usi abruzzesi descritti da Antonio De Nino”, vol. II, Firenze, G. Barbera, 1881. Ristampe: Firenze, Leo S. Olschki Editore, 1963; Cerchio, Adelmo Polla Editore, 1988. (Tratto da “L’Alto Sangro negli scritti di Antonio De Nino”, a cura di Ezio Mattiocco, pag. 84)

Vada Barrea, la prima domenica di settembre, chi vuol vedere il volo dell’angelo. Ricorre allora la festa della Madonna delle Grazie. Quando la processione giunge alla piazza, e la statua della Madonna si posa sopra un altare mobile, da una delle più alte finestre delle case attorno scende, per una fune tesa obliquamente fino alla statua, un fanciullo vestito da angelo, portando in mano due candele che egli offre alla Madonna. Poi l’angelo volta il tergo, e finisce il primo volo tornando alla finestra. Intanto la banda suona e le campane sbatacchiano. L’angelo scende un’altra volta con un incensiere; e, giunto alla statua, glielo dondola sul muso; e torna a casa, cioè alla finestra. – Il bello sarà poi, quando il fanciullo, nella fragilità d’Adamo, si ricorda d’essere stato cherubino!