Il territorio della Vallis Regia, in epoca preistorica, è stato frequentato a più riprese dall’uomo. Tale frequentazione è attestata da vari ritrovamenti, avvenuti nel suo territorio e in zone circostanti, risalenti a un periodo che va dal paleolitico inferiore-medio all’età del ferro.
La presenza dell'uomo preistorico in Abruzzo è documentata a partire da circa 700mila anni da oggi (Paleolitico inferiore), in particolare a quote medio basse dove le condizioni ambientali e climatiche sono sempre state adatte alle attività di caccia e raccolta e all’insediamento umano. Al contrario, la frequentazione da parte dell’uomo delle zone montane è potuta avvenire solo durante i periodi interglaciali e interstadiali, cioè quando le montagne erano libere, fino a quote elevate, da nevi perenni e quindi praticabili per la caccia.
Nella Vallis Regia, finora non sono state rinvenute tracce umane risalenti al paleolitico inferiore-medio, probabilmente a causa della mancanza di ricerche sistematiche sul territorio. Ciò nonostante, la presenza dell’uomo nella valle per tale periodo è attestata indirettamente dai risultati di scavi e ricerche di superficie effettuati in zone limitrofe, che hanno portato al ritrovamento di industrie litiche risalenti paleolitico inferiore/medio. In particolare, si segnalano i siti del Monte Genzana, Toppe Vurgo, Monte Pratello e Piano delle Cinquemiglia, tutti situati, a varie quote, tra Scanno e Roccaraso in corrispondenza di quello che oggi è il confine nord-est del territorio di Barrea.
Le industrie litiche rinvenute in tali siti sono caratterizzate da una lavorazione degli strumenti piuttosto trascurata, che fa pensare ad una frequentazione stagionale e provvisoria legata alle esigenze della caccia in quota nei periodi climaticamente favorevoli. Da notare anche la presenza in molte zone di alta montagna di abbondante selce, ricercata dai cacciatori preistorici come materia prima.
Nel paleolitico superiore, la presenza dell'uomo nella Vallis Regia è ben documentata dalle tracce rinvenute nella cosiddetta grotta Graziani, situata nei pressi della confluenza del torrente Scerto, proveniente dalla Camosciara, con il fiume Sangro, nel territorio di Villetta Barrea. La grotta è stata oggetto di ricerche da parte di Achille Graziani (da cui il nome) nella seconda metà dell'ottocento ed è stata studiata con criteri scientifici da Antonio Mario Radmilli negli anni '50. Gli scavi hanno messo in luce una interessante stratigrafia e hanno portato al rinvenimento di numerosi strumenti litici, resti faunistici di diverse specie animali, tra le quali prevalgono marmotta, lupo e cervo, e tracce di ceramica di epoca romana.
Come documentato dagli studi del Radmilli, la grotta è stata frequentata sporadicamente, a partire da circa 13500 anni dal presente, da parte di cacciatori della cultura cosiddetta bertoniana, provenienti probabilmente dal Fucino, che durante la buona stagione raggiungevano i territori di montagna in cerca di prede e materia prima per gli strumenti litici. La frequentazione del sito è proseguita fino all’epoca romana, forse come luogo sacro.
Nel periodo Neolitico si verifica il passaggio da un’economia basata sulla caccia e la raccolta a una basata su agricoltura e allevamento e nasce l'industria della ceramica. Parallelamente, l’uomo passa da una condizione di nomadismo con uso prevalente di grotte e ripari sottoroccia ad una di stanzialità in villaggi di capanne costruite nei territori più adatti all’attività agricola (quindi non in quota) e all’allevamento. Con la fine dell’ultimo periodo glaciale, in Abruzzo si afferma un clima più mite che permette la diffusione in quota dell’abete, del faggio e della quercia.
La cultura neolitica, è introdotta in Abruzzo, come nel resto dell’Italia, da popolazioni provenienti da est, molto probabilmente dai balcani, che portarono con se, oltre ai principali cereali, alcune delle specie animali che sarebbero diventate tipiche dell’economia pastorale abruzzese, cioè la pecora, la capra e il cane.
La presenza di gruppi neolitici stabili è ampiamente documentata a quote medio/basse (Marsica, Valle Peligna), mentre nel territorio della Vallis Regia e dintorni, in mancanza di ricerche sistematiche e scavi, si segnalano solo ritrovamenti sporadici.
L’unica eccezione, pertinente ad una zona contigua alla Vallis Regia, è uno stanziamento trovato in località Fonte Chiarano negli Altipiani Maggiori d’Abruzzo, probabilmente dovuto a pastori e datato con il carbonio 14 a 6400 anni da oggi.
L’affermazione della pastorizia nella Vallis Regia, ascrivibile alla età dei metalli, è legata allo sfruttamento dei pascoli in quota nel periodo estivo da parte di gruppi di allevatori provenienti da insediamenti stabili situati a quote più basse (transumanza verticale). Alcuni dei resti ceramici trovati nella Grotta Graziani risalgono, secondo il Radmilli, all’età del bronzo e sono probabilmente da collegare a questo tipo di frequentazione.
La prima testimonianza di un insediamento d'altura nel territorio è il villaggio del Pianono della Liscia, rinvenuto nei pressi della Camosciara, risalente alla prima età del ferro, mentre la presenza di una popolazione sedentaria è documentata a partire dal VII secolo a.C. dalle vaste necropoli in località Baia e Colleciglio di Barrea, De Contra di Villetta Barrea, Colle S.Lucia di Civitella Alfedena e dalle non lontane necropoli di Alfedena e Val Fondillo. I recenti scavi nella necropoli di Colleciglio hanno confermato l'attribuzione delle sepolture a popolazioni italiche il cui arrivo nella Vallis Regia si può prendere convenzionalmente come momento finale della preistoria.
Radmilli, Mario Antonio "L’Abruzzo dal Paleolitico inferiore alle genti italiche", Polla Editore
Radmilli, Mario Antonio "Primi uomini in Abruzzo, Il Paleolitico inferiore", Museo delle Genti d’Abruzzo
Radmilli, Mario Antonio "La vita in Abruzzo ventimila anni fa", Edizioni ETS, 1997
Radmilli, Mario Antonio "I primi agricoltori in Abruzzo. Il Neolitico", Editrice Italica, 1997
Spagnuolo, Domenico "Altipiani Maggiori d'Abruzzo, Profili Archeologici", Quaderno 21 del Museo delle Genti d'Abruzzo